Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore
Per la strabiliante rubrica "Una poesia ogni 7 giorni" (è il terzo nome che le dò)..essendo domenica, giunge l'ora di postare un testo che permetta ai vostri (nostri) neuroni di rimanere affascinati ed esclamare un sorpresissimo "Oohhh"...insomma..è giunto il momento di lucidarsi gli occhi (o il vetro delle lenti) respirare profondamente e leggere attentamente e sentire dentro una sensazione di benessere e di "riempimento"...(certo se l'introduzione fosse più corta sareste tutti più contenti)...il poeta di questa settimana è un cantautore, il cantautore che preferisco e che distilla ogni volta qualcosa che merita..stavolta distilla poesia e tanto basta per farmelo inserire qua..godetevi il sig. Capossela Vinicio e la sua Morna..e se vi sentite meglio ringraziatemi..
Nel cielo di cenere affonda
il giorno dentro l'onda
sull'orlo della sera
temo sparirmi anch'io nell'ombra
la notte che viene è un'orchestra
di lucciole e ginestra
tra echi di brindisi e fuochi
vedovo di te
sempre solo sempre a parte abbandonato
quanto più mi allontano lei ritorna
nella pena di una morna
e sull'amore che sento soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro
nascosto nel buio e nel mar
grido non più
immaginare ancor
tanto qui c'è soltanto vento
e parole di allora
il vento della sera sarà
che bagna e poi s'asciuga
e labbra che ricordano e voce
e carne che si scuote sarà
sarà l'assenza che m'innamora
come m'innamorò
tristezza che non viene da sola
e non viene da ora
ma si nutre e si copre dei giorni
passati in malaora
quando è sprecata la vita
una volta
è sprecata in ogni dove
e sull'amore che sento soffia caldo un lamento
e viene dal buio e dal mar
e quant'è grande la notte e il pensiero tuo dentro
nascosto nel buio e nel mar
grido non più
immaginare ancor
quel che tanto è soltanto
vento e rimpianto di allora
il vento della sera sarà
che bagna e poi s'asciuga
e ancora musica e sorriso sarà
e cuore che non tace
la schiuma dei miei giorni sarà
che si gonfia e poi si spuma
sarà l'anima che torna
nella festa di una morna
Un invito a chiunque passi per Milano, o anche un invito a chiunque un weekend non sa che fare e vuole venirmi a trovare (ogni riferimento a persone è puramente casuale:))..è quello di venire a vedere una bella mostra in Triennale..dedicata agli anni '70. Trovate tutte le notizie qui..c'è tempo fino al 30 marzo..quindi ci si può organizzare!
Da parte mia, dopo la mia visita alla suddetta avvenuta ieri (come parlo??)..posso dire che la mostra è molto carina, coinvolgente e ricca di spunti...tra le cose più notevoli una ricostruzione di un vecchio bar di provincia degli anni '70...che, sicuramente un pò modificato ma neanche tanto, ho vissuto leggermente anche io verso la fine degli anni '80...prima che cambiasse tutto..una "sala" dedicata alle copertine di vinili targate "hipgnosis"..una "sala" con la proiezione di spezzoni di alcuni grandi concerti e eventi musicali degli anni '70...e la "sala" di letteratura..con pezzi di poesie, introduzioni, brani di alcuni tra gli autori più importanti di quegli anni...e poi tanto altro ancora...la ricostruzione della stanza in cui fu tenuto prigioniero Moro..una sezione dedicata alle prime pagine dei giornali dedicati ai grandi avvenimenti di quegli anni (magari a qualcuno non frega un cavolo..ma a me piace riscoprire come e cosa dicevano allora..le differenze con oggi..sarà un retaggio di una ottima maestra di italiano (e curiosità) delle elementari..che ci faceva giocare e crescere anche con i giornali)..insomma...un'esperienza multisensoriale durata più di due ore molto interessante e "nostalgica" (con tanto di barbapapà e prime consolle di videogiochi e la scritta Prince of persia e Puzzle Bubble e Pac Man)...e constatare che io e la mia accompagnatrice eravamo talmente anti tecnologici e "attuali" da non sapere come cazzo usare un Wii in una partita a ping pong..un pò mi ha consolato..pensare di passare delle ore oggi davanti a uno schermo con un ciaffo in mano a simulare di fare una battuta a ping pong caricando il braccio e lasciando andare la pallina mi mette un pò tanta tristezza...pensa poi uno che ti guarda cosa può chiedersi..boh..sarò vecchio e andato..ma preferivo alcune cose come erano una volta...
sicuramente starete già comprando i biglietti del treno o facendo benzina (si accettano scommesse su cosa sarà aumentato di più rispetto a una settimana fa..bella lotta)..per venire a vedere la mostra..lo so..vi avrò convinto talmente tanto che sarete già in viaggio..fate uno squillo in caso...che vi accompagno (all'entrata)
WC Family: Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Fabio De Luigi
Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus.
Satis longa vita et in maximarum rerum consummationem larga data est, si tota bene collocaretur; sed ubi per luxum ac neglegentiam diffluit, ubi nulli bonae rei inpenditur, ultima demum necessitate cogente, quam ire non intelleximus transisse sentimus. Ita est: non accipimus brevem vitam, sed fecimus, nec inopes eius sed prodigi sumus. Sicut amplae et regiae opes, ubi ad malum dominum pervenerunt, momento dissipantur, at quamvis modicae, si bono custodi traditae sunt, usu crescunt, ita aetas nostra bene disponenti multum patet.
De Brevitate Vitae - Seneca
Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto.
Abbastanza lunga è la vita e data con larghezza per la realizzazione delle cose più grandi, se fosse tutta messa bene a frutto; ma quando si perde nella dissipazione e nell'inerzia, quando non si spende per nulla di buono, costretti dall'ultima necessità ci accorgiamo che è passata senza averne avvertito il passare. Sì: non riceviamo una vita breve, ma tale l'abbiamo resa, e non siamo poveri di essa, ma prodighi. Come ricchezze grandi e regali in mano a un cattivo padrone si volatizzano in un attimo, ma, per quanto modeste, se affidate a un buon amministratore, aumentano con l'impiego, così la durata della nostra vita per chi sa bene gestirla è molto estesa.
Mi scrive una signora implorandomi di aiutarla a risolvere un problema: mio figlio, scrive, nonostante le raccomandazioni del dentista e i miei sproni continui, purtroppo non riesce a capire che lavarsi i denti frequentemente dopo i pasti e prima di coricarsi è una cosa fondamentale per la salute degli stessi, come posso fare?
Bene signora, ho ricevuto molto lettere come la sua e la soluzione c'è: partecipi anche lei alla raccolta firme per chiedere alle ditte produttrici di dentifrici di inserire all'interno del tubetto magico, in quella pasta tanto temuta o amata a seconda, una sostanza che crei dipendenza profonda, in modo che ogni giorno, dopo un tot di astinenza, il nostro organismo deve riassorbire quella stessa sostanza per stare bene.
Si unisca anche lei all'appello che rivolgiamo al signor Mentadent, alla signora Antica Erboristeria e a tutta la flotta dentifricia: drogateci di dentifricio. E le controindicazioni non sono poi così letali: vi capitasse di andare in astinenza durante una riunione importante o mentre siete in macchina, basta dire che dovete andare in bagno (non è forse vero?) o fate una breve sosta in una piazzola o a lato della strada. La soluzione c'è ed è a portata di mano, cara signora. Mi scriva ancora se lei o qualche suo conoscente ha problemi assillanti e a cui cerca invano la soluzione, questo spazio è per lei e per loro. Ossequi.
riEntro
vinto da una luce troppo forte
che è già troppa
tengo nelle mani
il cuore mio
che ho estratto
piegate le ginocchia
troppo deboli per sostenermi
nella mezza luce
dove sto e dove mi
vedi
e chiunque è.